Lungo la via Caronda incrocerete l’espressione corrucciata di una donna sull’uscio della sua bottega, il signore dai capelli brizzolati intento ad esporre le borse in vetrina, i ragazzi del panificio pronti a sistemare le riserve sul retro.

Una volta attraversata la strada, sotto lo sguardo vigile della statua bronzea di Garibaldi, vi imbatterete nei bar storici di Catania.

la riscoperta
Qui verrete sedotti dal profumo inebriante di cornetti annegati nei cappuccini e da signori impegnati in conversazioni coi caffè in mano. Passanti in ritardo. Anziani uomini accoccolati su panchine ancora spruzzate di pioggia.

Villa Bellini: cuore solitario in una città frenetica e caotica. Via Etnea: l’antica Luminaria oggi popolata da negozi anonimi.

Il bambino che elemosina sulla sinistra, la donna imbronciata in attesa alla fermata sulla destra. Il bisbetico pronto ad inveire contro gli automobilisti furiosi arrestati nella corsa da vigili urbani indisposti. Ragazzi che disertano la scuola con lo zaino in spalla.

Piazza Stesicoro. Resti dimenticati in una città derelitta. Anfiteatro romano: fermata.

Il custode mi informa che “fu uno degli edifici per spettacoli più importante della città in età romana.” Chiedo in giro.

Vado dall’edicolante della Piazza per chiedergli curiosità sul monumento. “Conosce aneddoti legati all’anfiteatro?

Mi accorgo di non avere il registratore con me. Passo domani – aggiungo con aria sconfitta. Ma nel momento in cui mi incammino verso le vie del centro e inabisso le mani nello zaino mi rendo conto di essermi sbagliata. Il registratore c’è e così ritorno lì, da quel signore dall’espressione affabile.

Devo dirti grazie” – esclama non appena mi vede. “Grazie di cosa?” – replico stranita per quella domanda. “Quando te ne sei andata ho iniziato a cercare informazioni sul cellulare e sai cosa ho scoperto? Che qui c’era una necropoli in via Dottor Consoli, in via Etnea e in piazza Carlo Alberto. Scopro cose sulla mia città dopo anni in cui ci vivo.”

Avevo dimenticato il taccuino segnato da parole sparse che navigavano su righe allineate, guidate da quel grazie.

Gli dissi grazie anche io e me ne andai lasciandomi la storia alle spalle.


Buongiorno a chi resta                                                                                                                                                                                                   Non si ama senza conoscere


Testo a cura di Erika Magistro

Illustrazioni di Delia Sambataro