Il vero viaggiatore inizia a viaggiare quando, aperti gli occhi, comincia a guardarsi intorno – pensai – non un biglietto aereo in tasca né occhiali tridimensionali. Solo spirito critico e curiosità, il fabbisogno di cui ogni uomo necessita per superare ciò che è visibile e concreto.

Per questo il giorno dopo tornai a parlare con la gente. Per sapere cosa si annidasse dietro l’arena e gli spalti un tempo rivestiti in marmo. Quali residui di leggende o impressioni raccolte dal tempo giacessero adombrati dalla pietra lavica di una città azzurra e antica.

Sai cosa ci raccontavano da bambini?” –  aggiunse un uomo dagli occhi di pece, forse dopo aver ascoltato le domande che ponevo a volti estranei. “Quale?”

“Si narra che nei corridoi, portati alla luce dagli scavi diretti dal principe Biscari, si fosse persa una scolaresca. Probabilmente si tratta di una storiella inventata dai grandi per distogliere i bambini dall’usare l’anfiteatro come nascondiglioPer noi, oggi, è ‘Catania Vecchia’, niente di più” – aggiunse guardando quei ruderi.

Nessuno sapeva. Nessuno ricordava. E come si può amare qualcosa se non la si conosce? – pensai mentre cercavo di far risalire dalla balaustra quel monumento dimenticato nel tempo.

Mi affacciai per attraversare con lo sguardo ancora una volta il passato, quando era animato da combattimenti e giochi e che adesso, sepolto dalla memoria, custodiva i propri segreti sotto il passo cieco di uomini distratti.


La riscoperta                                                                                                                                                                                                                                      La presa di coscienza


Testo a cura di Erika Magistro

llustrazioni di Delia Sambataro